mercoledì, dicembre 13, 2006

Santi

Allora vista l'aria di inquisizione che tira :--)) ecco il mio contributo alla giornata di oggi: un omaggio ai santi e alle mie origini bergamasche e alla mia mamma, che mi dirà stasera quanti regalini hanno ricevuto i miei cuginetti bergamaschi, e IO, e IO!!? Nada, va buò , tanto mo so cresciuta e fa negot.
E comunque un sapere in più, se mai ve ne frega qualcosa. ,
E allora eccovi un estratto dell'iconografia cattolica, anche se un pò macabro..

Oggi è S.LUCIA.

Nacque a Siracusa, ma non si conosce con certezza la data. La sua vita d'altra parte è intessuta di elementi leggendari, che stanno a testimoniare l'enorme venerazione di cui la santa ha goduto e gode.
La sua passio afferma che Lucia subì il martirio sotto Diocleziano, per cui si è voluto fissare la data di nascita al 283. Il più antico documento che la riguarda è un'iscrizione del V secolo in cui si parla di una certa Euskia, morta il giorno "della mia patrona Lucia".
Secondo la passio la giovane apparteneva a una ricca famiglia siracusana, promessa sposa a un pagano. Per una malattia della madre compì un viaggio a Catania, per visitare il sepolcro di S. Agata, sul quale pronunciò il voto di conservare la verginità. Distribuì perciò i beni ai poveri e rinunciò al matrimonio. Arrestata su denuncia del fidanzato, fu sottoposta a diverse torture: condotta in un lupanare, trascinata da una coppia di buoi, cosparsa di pece bollente, posta sulla brace ardente. Per sfuggire al carnefice si strappo gli occhi _

scusate, ma perchè mai per sfuggire doveva non vederci più?anzi ben dovevano esserle utili gli occhi, ma non riesco proprio a calarmi nella mentalitàò di allora!-

Solo dopo questi tremendi tormenti cadde sfinita e morì. Le sue ossa non si trovano a Siracusa in quanto, come pare, trafugate dai bizantini, Furono portate a Costantinopoli, da dove furono saccheggiate dai Veneziani.
L'iconografia risente fortemente dell'episodio dello strappo volontario degli occhi in quanto la santa i raffigurata con una tazza in mano su cui sono posti gli occhi. Altri attributi possono essere una spada oppure anche una tazza da cui esce una fiamma. A Siracusa le stampe popolari riproducono la santa su un fercolo d'argento, con un mazzo di spighe in mano, la tazza con gli occhi e un pugnale conficcato in gola.
-e ma che gusto per l'orrore-

La sua festa cade il 13 dicembre. Prima dell'introduzione del calendario moderno (1580) si celebrava il 21 dicembre il giorno del solstizio invernale, da cui il detto "S. Lucia il giorno più corto che ci sia". La festa è caratterizzata da pratiche devozionali di tipo magico-esorcistico e solare-agrario. Si confezionano in questo giorno pani a forma di occhi che, benedetti, si mangiano con lo scopo di preservarsi da malattie oculari-

- e che bella cosa, dalla prospettiva razionalista in cui sono perfettamente calata!-

A lei si offrono anche ex voto d'argento a forma di occhi, che vengono appesi sulla "vara" il giorno della festa. I fuochi accesi la vigilia della festa sono l'indicazione più evidente che ci troviamo in presenza di rituali Festivi legati al trapasso stagionale più delicato dell'anno, col progressivo scemare della luce, per cui occorre esorcizzare, il pericolo del non ritorno della luce. La Santa è stata più volte messa in relazione con la dea greca Demetra o con la romana Cerere, i cui attributi principali erano il mazzo di spighe e la fiaccola. I fedeli recano come offerta frumento bollito, cibo cerimoniale che veniva consumato anche nei misteri della dea greca. "Luce degli occhi, della vista", "luce del mondo", "luce cosmica": le espressioni rivelano non solo una chiara simbologia spirituale di grandissima intensità, ma soprattutto quella visione cosmologica delle civiltà passate e delle moderne culture contadine in cui s'alternano luce e notte, vita e morte, in un percorso che nella sua circolarità e garanzia di un eterno fluire e ritornare delle cose: l'eternel retourn, come direbbe M. Eliade.

-e questa prospettva invece un pò più pagana la capisco, meraviglioso soltanto il concetto di eterno ritorno-

Ciao



7 Comments:

Blogger bibbi75 said...

Ciao!! leggevo il tuo post e mi ha un po incuriosito, cosi mi sono documentata un po, in quanto a Roma il giorno di Santa Lucia(De piö cört che ghe séa) nn viene festeggiato.Ho letto che nel nord, durante la notte tra il 12 e 13 dicembre, la Santa si incarichi di distribuire doni ai fanciulli...un po come la nostra befana!!! E ho letto anche che la famosa canzone Santa Lucia è nata a Napoli (I versi sono di T. Cottrau e la musica di A. Longo).
La leggenda racconta inoltre che bisogna far trovare sotto la cappa del camino, da cui discende, della paglia per nutrire l'asinello, e poi chiudere presto gli occhi curiosi al sonno, perché la Santa non vuol farsi scorgere.
Alcuni dicono che ai bimbi disubbidienti, ancora svegli per cercare di vederla, S.Lucia getta cenere negli occhi e passa oltre senza lasciare doni. (alla faccia della santa!!! almeno la nostra cara befana ai bimbi meno buoni lascia solo un po di carbone amaro nella calzetta appesa al camino....hihihi)
Santa Lucia a quanto pare nn è solo una festa Italiana...emigrando l'abbiamo portata un po ovunque Austria,Brasile,Finlandia,Svezia...e in piu ogni anno a Malta il 13 dicembre c'è festa della Repubblica
a Saint Lucia: festa dell'indipendenza.

Ammazza quant'è famosa sta Lucia!! peccato proprio che qui nn si festeggi :-)

11:46 AM CET  
Blogger metanoia said...

Oh Bibbi... già non fate un cazzo tutto l'anno... manca di avere una festività in +!

Cmq S.Lucia la festeggiano nella prov di Bergamo (Pota!) e penso Brescia.
Già noi Brianzoli non la festeggiamo... o cmq non lo facciamo da anni (io non l'ho mai festeggiata).
La befana (o i magi) la festeggiamo anche noi. A me, la scusa dello star veglio, me la dicevano i miei la notte di Natale (quando ancora non andavo a festeggiare alla Curva.. ah ah!): "Non star sveglio stanotte, altrimenti Gesù Bambino non si ferma a lasciarti i regali".
Che delusione poi quando mi dissero che Gesù Bambino non portava i doni.. Il Natale perse molta della sua Magia, x me.

3:03 PM CET  
Blogger bibbi75 said...

A gi, ma a me i doni a natale li portava Babbo Natale!!! Gesù l'ho sempre lasciato a dormire beato nella culletta tra bue e asinello...La befana invece provavo ad aspettarla sveglia ma....niente da fa!! volevo cantarle la canzoncina!! sai quella che fa:
LA BEFANA VIEN DI NOTTE,
CON LE SCARPE TUTTE ROTTE,
IL CAPPELLO ALLA ROMANA,
VIVA VIA LA BEFANAAAAAAAAAAAAA!!!
hihihihi caruccia è?? nn ti dico poi come sono intonata io!!
P.s. noi nn facciamo un cazzo a Roma...e allora abbiamo abbastanza tempo da dadecare ai festeggiamenti....dateci Santa Lucia pure a noiiiiii!!!

3:35 PM CET  
Blogger metanoia said...

Ok, ve la diamo.. però dovete parlare in bergamasco!! Ah ah ah... potaaaaaa!!

3:38 PM CET  
Blogger bibbi75 said...

SCORDATELOOOO!!! SIA MAI!!!!
Come canta Alvaro Amici:
le milanesi con le toscane
se impareranno a parlà romano
e se diranno: Viè su Marietta,
s’annamo a beve ‘n’antra foglietta.
La veneziana, ch’è fumantina,
la chiameremo cor nome Nina,
e le baresi e le napoletane…
lassatele passà che so' Romane!

3:45 PM CET  
Blogger metanoia said...

O mia bela Madunina che te brillet de lontan
tuta d'ora e piscinina, ti te dominet Milan
sota a ti se viv la vita, se sta mai coi man in man
canten tucc "lontan de Napoli se moeur"
ma po' i vegnen chi a Milan...

TERUN!

Ah ah ah!!!

3:50 PM CET  
Blogger bibbi75 said...

PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR

tutta x te

3:53 PM CET  

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