sabato, dicembre 30, 2006

Rispo a Clo'.

Ciao a tutti e un "Brava" a Clo' per aver svegliato, in qualche strano modo, le nostre coscienze (e vai tranquilla x la curiosità.. dovrebbe essere la leva che muove la nostra evoluzione.. ma spesso diventa ed è sinonimo di solo sterile pettegolezzo).
Però (almeno nel mio caso, non me ne vogliate) non centra essere Fracassoni o no (ma forse neanche più di tanto).
I momenti di "Constatazione del nostro niente" (come la chiama il Mascetti in Amici Miei Atto II) fanno parte della vita di tutti.. di tutti i giorni. Ma alle fine ogni buon Zingaro, ogni buon bischero (ogni buon Fracassone?? M’ha sempre colpito questa strana analogia e similitudine tra gli Zingari del film ed i Fracassoni della Brianza!! Non l’avete mai notato?? Se non l’avete notato siete proprio sotto, ragazzi! Ah ah ah) sa come uscire.. ha dei buoni motivi x scuotersi dal torpore.. e se non ne ha dovrebbe cercarli, crearseli. E come dice il Panz sempre con la “leggera saggezza” della filosofia della ruota che gira e soprattutto “comunque in generale un fracassone non sta a chiedersi come cazzo si deve comportare ..lo fa e basta” (altro modo di pensare “Zingaro”).

Alla tua domanda "Un po' di solitudine ed un pizzico di introspezione, possono fare di un fracassoni, un non fracassoni???" rispondo che guai a chi tocca la mia introspezione, la mia solitudine.. o semplicemente cerca di turbarla. Soprattutto quando è cercata e voluta; soprattutto in una società dove sembra si faccia a gara chi ha più cose da dire: non importa la qualità del discorso (o se hai veramente qualcosa che valga la pena di essere detto).. basta vomitare un sempre più maggior numero di lettere (speravo che, almeno in qs finanziaria, ci fosse una tassa sulle parole.. così almeno la gente prima di parlare.. ci penserebbe su un po’! E faremmo tutti una miglior figura! Ah ah ah!!).

Auguro a tutti/e un buon ultimo dell’anno e soprattutto un rockeggiante 2007... e vi lascio con la poesia da recitare ai parenti al pranzo o cenone di festeggiamento:

"Invictus"
William Ernest Henley
1849-1903

Nella notte che mi avvolge,
Nera come la voragine infinita,
Ringrazio qualsiasi divinità vi sia
Per la mia anima invincibile.
Stretto nella morsa della circostanza
Non ho battuto ciglio o pianto ad alta voce.
Sotto le mazzate del fato
La mia testa sanguina ma non si piega.
Oltre questo luogo di odio e lacrime
Incombe solo l’orrore dell’ombra,
Eppure la minaccia futura
Mi trova, e mi troverà senza paura.
Non importa quanto angusto è il passaggio
o quanto pesante la sentenza,
Sono il padrone del mio destino:
Sono il capitano della mia anima.

A Noi!

L.

1 Comments:

Blogger Clo' said...

MI INCHINO A TE INVECE, PER LA BELLEZZA DELLE TUE PAROLE....

6:21 PM CET  

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