... Non è una questione di colori... solo di musica... elettricità...
... Una volta mi svegliai nella notte e lui era lì, seduto sul mio letto e mi guardava... e mi ricordo che quella volta si chinò su di me e disse TU SEI LA DONNA PIù BELLA CH'IO ABBIA MAI VISTO' cosi... Oh, io ero già vecchia allora e non era vero tutto quello... e però, anche era vero... ERA VERO PER LUI, IN QUEL MOMENTO, io so che era vero... Lo dissi un giorno a mio figlio... Sai, lui scrive un diario ogni giorno, per sapere le cose... Io glielo dissi un giorno... Gli dissi che QUEL CHE DI PIù BELLO C'è NELLA VITA, è SEMPRE UN SEGRETO...per me è stato così... le cose che si sanno sono le cose normali o le cose brutte, ma poi ci sono dei segreti, ED è Lì CHE SI VA A NASCONDERE LA FELICITà...
Chissà cos'hanno perso
di così importante per strisciare in quel modo
in mezzo alla campagna,
chissà se lo troveranno mai!?!
Sarebbe bello che almeno una volta,
almeno ogni tanto,
in questo dannatissimo mondo,
qualcuno che cerca qualcosa avesse in sorte di trovarla,
così, semplicemente, e dicesse,
L'HO TROVATA,
con un lievissimo sorriso,
l'avevo persa e l'ho trovata-
SAREBBE POI UN NIENTE, LA FELICITà.
Gli scese giù l'angoscia nell'anima come un sorso di acquavite giù per la gola... impazzì tutto d'un fiato... non come quelli che lo fanno un po' per volta...
UNA LETTERA CHE UNO ASPETTA DA ANNI E POI UN GIORNO ARRIVA.
- Sai una cosa Dann? Alla fine, quando tutto sarà finito,
non ci sarà nessuno da queste parti che avrà messo insieme tante puttanate
come te!
- Non finirà niente, Anderson!
- Oh, sì che finirà... e tu te ne starai lì, con una sfilza di errori addosso, che nemmeno te l'immagini...
- Cosa dici, Anderson?
- Dico...vorrei dirti... non smetterla mai...
Alzò la testa il vecchio Andersson, voleva parlare che si capisse bene, tutto, proprio bene.
- Tu non sei come gli altri Dan, tu fai delle cose, tante cose, e ne immagini ancora delle altre, ed è come se NON TI BASTASSE UNA VITA SOLA PER FARCENE STARE TUTTE. Io non so... A me la vita sembrava già così difficile... Sembrava già un'impresa viverla e basta. Ma tu... tu sembra che DEVI STRAVINCERLA LA VITA, come se fosse una sfida... sì, una cosa del genere. Una roba strana.
E' un po' come fare tante bocce di cristallo... grandi... prima o poi te ne scoppia qualcuna... e a te chissà quante te ne sono già scoppiate e quante te ne scoppieranno.... Però...
Non è proprio che riuscisse a parlare il vecchio Andersson, gli riusciva giusto di mormorare. Ogni tanto qualche parola spariva, ma c'era, da qualche parte c'era, e il signor Rail sapeva dove.
- Però, quando la gente ti dirà che hai sbagliato... e avrai errori dappertutto dietro la schiena, fottitene. Ricordatene. Devi fottertene. Tutte le bocce di cristallo che avrai rotto ERANO SOLO VITA... E NON SONO QUELLI GLI ERRORI... QUELLA è VITA... E LA VITA VERA MAGARI, è PROPRIO QUELLA CHE SI SPACCA, QUELLA VITA SU CENTO CHE ALLA FINE SI SPACCA... io questo l'ho capito... che il mondo è pieno di gente che gira in tasca con le sue piccole biglie di vetro infrangibili... e allora tu non smettere mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo... sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino... ci si vede dentro tanta di quella roba... non smetterei mai di guardarle.... E SE UN GIORNO SCOPPIERANNO, ANCHE QUELLA SARà VITA... MERAVIGLIOSA VITA....
E tuttavia,
se ad esempio si potesse nello stesso istante,
proprio nello stesso istante,
stringere un ramo ghiacciato nella mano,
bere un sorso di vino,
vedere volare un tarlo,
toccare del muschio,
baciare le labbra del tuo segreto amore,
aprire una lettera aspettata da anni,
posare la testa sul cuscino,
ricordare un nome dimenticato,
leggere l'ultima frase di un libro,
sentire un grido,
toccare una ragnatela,
accorgersi che qualcuno ti chiama,
farsi scappare dalle mani un vaso di cristallo,
tirarsi le coperte fin sopra la testa,
perdonare qualcuno mai perdonato,
SAREBBE POI UN ATTIMO,
LA FELICITA'.
Alessandro Baricco.
Castelli di rabbia
p.s. Niente di meglio al Mondo, di un suo libro ragazzi.

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